CARNEVALE DEI «BUSO», il più antico carnevale d’Ungheria Prende il nome dalla città in cui ha luogo ed è il più importante e spettacolare evento del carnevale in Ungheria: è il carnevale di Mohács, cittadina nel sud del Paese che si segnala anche come uno dei principali porti commerciali sul Danubio. Notevole lo sfondo storico di questa manifestazione, chiamata «busójárás» (o anche poklada), in origine antica festa popolare di origine serba, con maschere terrificanti di significato propiziatorio. Questa festa oggi è diventata anche un’attrazione turistica. In piazza Kóló si radunano i busó, uomini mascherati che raggiungono la piazza principale di Mohács al colpo del cannone. I gruppi di busó sono divisi secondo la rispettiva «arma» posseduta: il cannone, la ruota del diavolo, il carro, il corno, il trogolo, la barca ecc. Con gran frastuono queste maschere festeggiano il carnevale lungo la riva del Danubio e nelle vie adiacenti; poi, all’imbrunire, tornano sulla piazza principale e, attorno a un gran falò, improvvisano giochi e scherzi per i presenti. La domenica grassa si conclude così. Ma il popolo di Mohàcs festeggia anche il martedì grasso: sulla piazza principale della cittadina si fa un gran falò e si brucia la bara che simboleggia la stagione invernale; in questo modo si dà anche il benvenuto alla primavera. 

 

Mohács, la porta meridionale sul Danubio, è una città contraddittoria legata a una delle giornate più tristi della storia ungherese e, oggi, a uno dei più spettacolari carnevali del Paese.

 
 

L’eredita del PAN 
 
All epoca e nato un demonio si chiamava PAN,dalla madre Dryope (nimfa) e Padre Hermes (nano) col corpo meta umana meta capra ed era cosi brutto che l’hanno cacciato via da monte l’Olimpo e Era costretto a vivere nei boschi.Cosi e diventato il Dio dei pastori. 
 
 

La legenda 
 

Nel 1687 sul Danubio sud dove ci sono le paludi gli abitanti hanno traversato il fiume travestendo a PAN quindi hanno fatto una maschera di vinco,la camicia impregnata col sangue di capra o agnello E i pantaloni riempiti col paglia per sembrare piu forte e piu grande.Hanno preso le spade,e  raganelle . Facendo rumore i turchi credevano che sono arrivati i diavoli cosi preferivano a fuggire.

 

Sui manuali di storia ungherese il nome di  Mohács è legato alla giornata del 29 agosto 1526, data in cui l’Ungheria finì, a seguito di una cruenta battaglia, sotto il dominio dei turchi per 150 anni. L’eroismo del popolo ungherese, in lotta contro i turchi per la difesa de culto cristiano, è stato finalmente riconosciuto dagli Stati europei: questo simboleggia il significativo altare di alabastro che si trova nella chiesa commemorativa in stile bizantino, innalzata nella piazza centrale della città (piazza Széchenyi-tér). “Il pericolo di Mohács”, come viene ricordata la triste giornata, è oggi immortalato nel museo Kanizsai Dorottya.

 
 
 

La maschera 
 

Le maschere di un tempo erano molto simili a quelle dei nostri giorni, costituite da una pelle di montone chiusa con una cintura e un campanaccio penzolante, calzoni larghi imbottiti di paglia, ciocie come scarpe. Per fare baccano viene usata una raganella o una clava di legno. La maschera è invece intagliata nel salice, dipinta come da tradizione con sangue di animali e con un cappuccio di pelle di montone. I mascherati, detti appunto busó, sono scortati dai jankele, che tengono lontani da loro curiosi e bambini; hanno sacchi pieni di cenere o farina, oppure di stracci o segatura. Anticamente i busó visitavano tutte le case di Mohács, facendo auguri e praticando magie. Non poteva mancare, ovvio ricambio per la circostanza, l’invito da parte del padrone di casa a mangiare e a bere.   
 

La festa dei BUSO 
 
Poklade e la festa del cambiamento degli stagioni passare dall’inverno a primavera.La domenica di Pasqua bruciano un pupazzo di paglia sul rogo e martedi grasso una bara che simbolizza l’inverno. Oggi questa sfilata e completata con le donne vestite secondo la tradizione e i bambini mascherati. Mohács è uno dei principali porti commerciali sul Danubio ed è una città dove convivono croati, serbi, sloveni, slovacchi. Proprio le minoranze etniche danno vita ad ammirevoli forme di arte popolare. Il Carnevale è l’evento più spettacolare e importante dell’Ungheria. Notevole lo sfondo storico di questa manifestazione, chiamata busójárás (o anche poklada), antica festa popolare di origine serba, con maschere terrificanti di significato propiziatorio, oggi diventata un’attrazione turistica. In piazza Kóló si radunano i busó, uomini mascherati che raggiungono la piazza principale di Mohács al colpo del cannone. I gruppi di busó sono divisi secondo la rispettiva “arma” posseduta: il cannone, la ruota del diavolo, il carro, il corno, il trogolo, la barca etc. Con gran frastuono queste maschere festeggiano il Carnevale lungo la riva del Danubio e nelle vie adiacenti; poi, all’imbrunire, tornano sulla piazza principale e, attorno a un gran falò, improvvisano giochi e scherzi per i presenti. Ma il popolo di Mohàcs festeggia anche il martedì grasso: sulla piazza principale della cittadina si fa un gran falò e si brucia la bara che simboleggia la stagione invernale; in questo modo si dà anche il benvenuto alla primavera.  

 

Nel 2009 il ''busójárás'' é stato dichiarato parte del patrimonio intellettuale del mondo dall ' unesco .

 

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foto:   2009. Sardegna  su Carrasegare Antigu Samughesu